00 Loading ...

La Crisi d'Impresa La Crisi d'Impresa

Liquidazione controllata ed esdebitazione dell’incapiente

Liquidazione controllata ed esdebitazione dell’incapiente: le novità dello schema di decreto correttivo del CCII

Nell’ambito delle procedure di regolazione della crisi da sovraindebitamento, con l’introduzione della l.3/2012 prima e del Codice della crisi (CCII) poi, le condizioni per l’apertura della liquidazione del patrimonio a cui è succeduta la liquidazione controllata sono mutate più volte.

 

Nei primi anni di applicazione della legge, per l’apertura della liquidazione del patrimonio era consolidato l’orientamento secondo il quale era necessaria l’esistenza in capo al debitore di un patrimonio (tangibile), costituito da beni mobili o immobili oltre che da eventuali redditi.

 

Con il passare del tempo, sempre più erano i casi di debitori sovraindebitati che presentavano istanza per l’apertura della liquidazione del patrimonio, poi liquidazione controllata, che però non avevano un patrimonio tangibile da liquidare, ma magari solo quote di redditi presenti e/o futuri da mettere a disposizione. In considerazione di ciò, si è consolidata la giurisprudenza che consentiva al debitore privo di un patrimonio tangibile di chiedere l’apertura della liquidazione del proprio patrimonio anche in presenza di soli redditi.

 

Ancora, si sono presentati casi in cui il debitore non aveva alcuna utilità da offrire ai propri creditori pur avendo un reddito, ad es. in caso di presenza di redditi necessari esclusivamente al proprio sostentamento ed a quello dei propri familiari, trovandosi quindi in un’area scoperta in quanto non poteva accedere all’esdebitazione del debitore incapiente né alla liquidazione controllata. Tale fattispecie è stata poi superata dalla giurisprudenza che ha consentito anche a questi soggetti di accedere alla liquidazione controllata.

 

Con il terzo correttivo al CCII approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri il 10 giugno scorso, vengono affrontati questi temi attraverso la modifica dell’art. 268 CCII.

 

In particolare, l’ultimo capoverso del terzo comma della norma in commento viene così integrato: “Quando la domanda di apertura della liquidazione controllata è proposta dal debitore persona fisica, si fa luogo all’apertura della liquidazione controllata se l’OCC attesta, nella relazione di cui all’articolo 269, comma 2, che è possibile acquisire attivo da distribuire ai creditori, anche mediante l’esercizio di azioni giudiziarie”.

 

Per capire fino in fondo la ratio della norma e quindi le condizioni per accedere alla liquidazione controllata, è necessario leggere congiuntamente anche la modifica al comma 2 dell’art.283 CCII in tema di esdebitazione del debitore incapiente. Il nuovo comma secondo così recita: “Ricorre il presupposto di cui al comma 1, primo periodo, anche quando il debitore è in possesso di un reddito che, su base annua e dedotte le spese di produzione del reddito e quanto occorrente al mantenimento suo e della sua famiglia, sia pari all’assegno sociale aumentato della metà moltiplicato per un parametro corrispondente al numero dei componenti il nucleo familiare della scala di equivalenza dell’ISEE di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 5 dicembre 2013, n. 159”.

 

Dalla lettura congiunta dei due articoli, appaiono chiare le intenzioni del legislatore, ovvero di evitare di aprire in ogni caso la liquidazione controllata, procedura molto più complessa e lunga da gestire per tutti gli attori (debitore, OCC e tribunale) e consentire in modo più agevole l’accesso alla procedura di esdebitazione del debitore incapiente fermo restando le condizioni di accesso previste dall’art.280 CCII.

 

In conclusione, il Tribunale dichiarerà l’apertura della liquidazione controllata solo se l’OCC attesta che vi sia un attivo da distribuire ai creditori mentre sarà ritenuto incapiente anche quel debitore titolare di reddito netto pari all’assegno sociale aumentato della metà moltiplicato per un parametro corrispondente al numero dei componenti il nucleo familiare della scala di equivalenza dell’ISEE.

 

Autore: Domenico Martiniello, dottore commercialista in Milano

No Comments

Leave A Comment

Follow Us

© 2024 Studio Acciaro & Associati S.t.p. S.r.l. / studio verna società professionale
P. Iva - 021867809006
Created & Powered by iWIZ Srl

0%