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La Crisi d'Impresa La Crisi d'Impresa

L’aggio di riscossione non è ammissibile al privilegio

La 1^ Sezione Civile della Suprema Corte con la sentenza n. 6760 del 13 marzo 2024 (Pres. Cristiano, Est. Amatore), dando continuità ad un precedente orientamento (Cass. civ., Sez. I, Ord., 2 aprile 2019, n. 24588; Cass. civ., Sez. I, Sent., 23 dicembre 2015, n. 25932), ha negato la natura privilegiata dell’aggio di riscossione richiesto dall’agente della riscossione in sede di insinuazione al passivo in quanto non può essere considerato inerente al tributo riscosso e, conseguentemente, non può essere assistito dal relativo privilegio ex art. 2749 c.c.

 

Secondo i giudici di legittimità, infatti, l’aggio costituisce il compenso spettante al concessionario esattore per l’attività svolta su mandato e incarico dell’ente impositore e la sua natura di corrispettivo del servizio non muta a seconda che il relativo credito venga posto a totale carico del contribuente ovvero pro quota tra contribuente ed ente esattore. Il riferimento è al disposto dell’art. 17 del D. Lgs. 13 aprile 1999, n. 112 che, nella versione in vigore sino al 31 dicembre 2021, prevedeva che, nell’eventualità in cui il debitore avesse pagato quanto dovuto entro il termine di sessanta giorni dalla notificazione una quota degli oneri di riscossione fosse posta a carico del debitore e un’altra a carico dell’ente, mentre nel caso di pagamento oltre il termine l’intero onere fosse posto a carico del solo debitore.

 

Il citato art. 17, D.Lgs n. 112/99, è stato modificato con decorrenza dal 1° gennaio 2022 ad opera della Legge n. 234/2021 che di fatto ha soppresso gli oneri di riscossione ponendoli a carico dello Stato. La modifica si era resa necessaria dopo che la Corte Costituzionale con la sentenza n. 120 del 10 giugno 2021, sebbene avesse ritenuto infondata la questione di illegittimità costituzionale della norma, aveva espresso forti perplessità sul fatto che il corrispettivo per l’attività di riscossione fosse parametrato all’ammontare del credito affidato e non all’effettivo costo del servizio per il concessionario.

 

Non di meno la pronuncia della Cassazione è destinata a trovare applicazione in molte procedure concorsuali tuttora pendenti se si considera che aggio ed oneri di riscossione continuano ad essere applicati ai carichi affidati all’agente della riscossione fino al 31 dicembre 2021.

 

Autore: Marco Rubino

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